«Ha la sua ora tutto e il suo tempo ogni cosa sotto il cielo»

(Qoelet,3,1)

«Ha la sua ora tutto e il suo tempo
ogni cosa sotto il cielo»

(Qoelet,3,1)

Dalla giustizia all’educazione.
L’educazione come promessa di giustizia.

In questa frase è riassunto il mio cammino. Il mestiere di giudice mi ha portato nelle scuole e nelle comunità educanti e qui ho compreso quanto profonda sia la connessione tra giustizia e educazione.
Il consiglio d’Europa definisce la global education l’educazione che apre gli occhi e la mente delle persone alle realtà del mondo globalizzato e le risveglia per realizzare un mondo di maggiore giustizia, equità e diritti umani per tutti.

Chi sono?

Dalla giustizia all’educazione.
L’educazione come promessa di giustizia.

In questa frase è riassunto il mio cammino. Il mestiere di giudice mi ha portato nelle scuole e nelle comunità educanti e qui ho compreso quanto profonda sia la connessione tra giustizia e educazione.
Il consiglio d’Europa definisce la global education l’educazione che apre gli occhi e la mente delle persone alle realtà del mondo globalizzato e le risveglia per realizzare un mondo di maggiore giustizia, equità e diritti umani per tutti.

Chi sono?

Di cosa mi occupo

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GIUSTIZIA

L’attenzione della società e dei mezzi di comunicazione è sempre rivolta ai fatti che rivestono rilievo penale.
Quando incontro gli alunni nelle scuole, ad esempio, mi chiedono quali pene abbia inflitto, quale sia stata la più severa.

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EDUCAZIONE

Educare viene dal latino ex ducere che vuol dire condurre fuori, conoscere, sperimentare, sapere. Non solo i ragazzi, ma anche noi adulti dobbiamo dedicarci in via permanente alla formazione e all’autoformazione.
Il simbolo di questa sezione è un fiore di tiglio.

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SPIRITUALITÀ

Coltivare la spiritualità vuol dire coltivare il senso e la possibilità del bene, della giustizia, della pace.
Passando dal conflitto, dalle contraddizioni, da tutto ciò che è umano. Senza smettere di cercare dentro di sé, di ascoltarsi.

Pubblicazioni recenti

Nel libro si racconta il rocambolesco esodo di una comunità di vermetti che abitano nelle pere di alcuni alberi dell’orto. Quando capiscono che le loro “case” saranno presto distrutte per diventare marmellata, non potranno fare altro che fuggire, ma la ricerca di una nuova sistemazione non sarà affatto semplice.

Dopo un lungo viaggio, un Giudice arriva in un paese dove gli abitanti litigano di continuo e gli chiedono di restare per aiutarli a dirimere i loro conflitti. Il Giudice comincia così ad analizzare molti casi. Un grande albero che sporge dal confine e lascia cadere le sue foglie sul tetto del vicino, una giovane ladra di salsicce dalla gonna lunga e dai capelli arruffati…

In un villaggio,  funestato da un cataclisma che ha  sconvolto le abitudini dei suoi abitanti,  e ora in fase di lenta ripresa, arriva un nuovo Maestro, che inizia subito a introdurre dei cambiamenti rispetto al periodo precedente.
Inizia dagli spazi e stabilisce che il prato sotto il grande albero dinanzi alla scuola sarebbe stato la loro ‘aula magna’…

In una forma intermedia tra un diario e un epistolario immaginario, si snoda “l’impossibile colloquio” fra l’autrice ed Etty Hillesum, giovane ebrea olandese che, prima di morire ad Auschwitz, ci ha lasciato una straordinaria testimonianza di resistenza umana e spiritualità. Il “dialogo” che, per profonda risonanza interiore…

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